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LETTERA DEL PRESIDENTE

30-12-2011 12:06 - Comunicazioni
LETTERA DEL PRESIDENTE

Comincio questa lettera dalla fine. Ringraziando tutti quelli che hanno collaborato con me quest´anno e augurando a tutti gli associati un sereno 2012!
Ho fatto questo ribaltamento per essere sicuro che tutti ricevano il mio augurio, anche quelli che non avranno la forza di arrivare al termine di questo mio monologo! :) Perché in effetti quello che state per leggere è un po´ un resoconto o, meglio, un attimo di riflessione utile a tirare le somme dell´anno passato e in generale dell´associazione.

Partiamo dal contesto da cui questa riflessione nasce: l´ eclatante, massiccia presenza alla festa di Natale. Ribadendo il merito di chi l´ha organizzata e gestita (non faccio nomi per paura di fare un torto a chi potrei dimenticare), credo che la cosa che più saltava all´occhio era la compresenza di tre "anime" che condividevano la stessa esperienza. Sembra banale, ma dopo anni passati a cercare di dialogare con realtà diverse dal Quintovolley, con risultati sempre deludenti, per il primo anno siamo arrivati a Natale con non solo la capacità, ma chiaramente la voglia, di confrontarsi costruttivamente. Questo grazie ai "dirigenti" (tra virgolette perché, ricordiamolo, nessuno viene pagato o lo fa di professione; siamo tutti volontari che amano lo sport che praticano o hanno praticato) delle tre realtà coinvolte, che si sono trovati, hanno continuato a parlarsi e credono in un progetto comune al centro del quale non c´è la gloria personale, ma il servizio all´associato e il miglioramento di questo servizio. Siamo tutti in grado di gestire le nostre associazioni singolarmente, ma la capacità di produrre uno sforzo che vada oltre il proprio orticello e che porti, anche con piccole rinunce personali, ad un obiettivo più alto non viene fatto da tutti, anzi. Spesso ci si arena davanti a delle situazioni banali e ci si ritrova a litigarsi un osso a discapito dell´osso stesso. L´idea che il dirigente sia un supporto per l´atleta o l´allenatore e non il capo indiscusso, è la differenza basilare tra noi e tante altre associazioni che millantano professionalità. Realtà che sbandierano i propri meriti supportandoli con i risultati sportivi che gli atleti e gli allenatori hanno prodotto. Al contrario dovrebbero sbandierare il valore educativo delle loro scelte e dell´impostazione che danno ai loro associati, nettamente più importante del risultato sul campo. Nelle nostre palestre sono sempre stati deprecati e puniti atteggiamenti aggressivi, antisportivi o offensivi da parte di qualsiasi componente (atleti, genitori e dirigenti). Al contrario ci capita sovente di subire questi atteggiamenti, senza che i dirigenti avversari pongano un controllo o freno. La lingua comune su cui si basa il dialogo tra Quintovolley, Karate e Vittorio Veneto è proprio il valore educativo del nostro lavoro e devo ammettere di essere orgoglioso di avere a che fare con Stefano ed Enrico (cito i responsabili di sezione per comodità ma includo anche tutti gli altri). Combattere una crociata da soli è deprimente, potersi confrontare e spalleggiare con altri che la pensano come te è essenziale. E sono sicuro che molte persone che fanno parte delle nostre associazioni percepiscono e condividono questa impostazione. Anzi probabilmente sono con noi proprio per queste scelte che in altri contesti non ritrovano.

Da un punto di vista dirigenziale (e qui parlo solo del Quintovolley perché è sotto la mia responsabilità) è stato un anno complicato. I miei problemi lavorativi mi hanno tolto molto tempo da dedicare all´associazione e ne sono venuti fuori un po´ di malintesi, disattenzioni e inefficienze.

Chiedo scusa a tutti quelli che li hanno subiti, purtroppo ogni tanto fare del proprio meglio non è sufficiente. A questo proposito sono molto contento di aver trovato chi mi può dare una mano a migliorare l´efficienza di questo catafalco che ormai coinvolge 170 atleti e più del doppio tra genitori, parenti e conoscenti. Arturo, Emanuela, Gianfranco, Laura, Paola, Sonia, Stefano Valentina (in ordine alfabetico per evitare classifiche) per l´organizzazione generale; Alvaro, Fulvia, Manuela e i vari genitori per il collegamento tra le singole realtà e la dirigenza. I segnapunti e gli arbitri improvvisati per le partite del giovanile. I vari genitori che hanno contribuito saltuariamente, ma prontamente quando coinvolti, a varie incombenze. Tutte queste persone hanno contribuito a rendere possibile la vita associativa e continueranno fortunatamente a farlo, migliorandola ove possibile. Ovviamente un plauso agli allenatori che hanno gestito situazioni complicate in palestra e ogni tanto anche fuori.

La vera ricchezza di ogni associazione sono queste persone senza le quali nulla potrebbe essere portato a termine.

Infine una piccola disamina da un punto di vista sportivo, giusto per far capire che se tutti lavorano bene, i risultati sono una conseguenza naturale.

Nella sezione karate e difesa personale ho visto scorrere le immagini dei vari esami dei nostri associati, degli incontri tra i bimbi e atleti evoluti, del riconoscimento da parte della federazione del lavoro svolto. Uno degli obiettivi, quando abbiamo cominciato due anni fa era quello di rendere il gruppo (in quel momento in formazione) funzionale, in modo da poter fare da base al lavoro in palestra con i giovani. La qualificazione degli istruttori e la crescita sportiva degli atleti coinvolti sono il primo passo verso quell´obiettivo e riuscire a raggiungerlo in appena due anni di vita è motivo di soddisfazione per tutti.

La sezione pallavolo ha allo stesso modo rimarcato che l´unica strada per crescere è la coerenza e il lavoro in palestra.

Nel settore maschile la collaborazione con il Vittorio Veneto serviva ad ottimizzare le risorse disponibili in campo maschile e il risultato è stato non solamente il passaggio di turno sia dell´under 16 che dell´under 18, ma una gestione dei gruppi nettamente più efficace. Danilo, Domenico e gli atleti sono stati messi in condizione di lavorare bene e i risultati sono lo specchio di questa condizione. Senza dimenticare la prima divisione che con Andrea sta facendo il suo percorso.

Nel settore femminile un plauso a Fabio (un acquisto finalmente all´altezza delle aspettative iniziali) e alla prima squadra meritatamente in testa alla classifica e imbattuta; alla seconda divisione prima e imbattuta in PGS ;all´under 16 di Gianfranco altrettanto meritatamente prima e imbattuta in due campionati (e non ditemi che era prevedibile, nulla è certo); all´under 16 di Betti ed Emanuela che sta lavorando duramente e che trovo nettamente migliorata; all´under 13 di Stefano che sta giocando un gran campionato; alle mie disperate che stanno imparando a lavorare in palestra. Infine una nota di merito a Martina, Massimiliano e Sonia, educatori del minivolley e dei corsi scolastici che creano entusiasmo nei bambini, come si è visto in occasione della giornata di giocovolley dell´11 dicembre: 34 bambini delle elementari che per una mattina si sono divertiti insieme alle loro famiglie in una festa, magistralmente organizzata.

La scelta di non fare selezione e di lavorare su tutti gli atleti, a prescindere dal livello di partenza, dall´estrazione culturale e dalla capacità fisica. La centralità della persona prima ancora che del giocatore. Una continua crescita dei numeri, segno di soddisfazione; un miglioramento dei risultati sportivi, segno di un buon ambiente di lavoro sia per gli allenatori che soprattutto per gli atleti; una programmazione più efficace, segno di una dirigenza attenta e lungimirante. Questi sono gli ingredienti che stanno portando il progetto che viviamo oggi ai risultati che tutti possiamo toccare con mano.

Una delle prossime sfide sarà quella di far percepire a tutti che al di là del proprio gruppo ci sono altre persone che condividono, in altre squadre e in altre discipline, gli stessi ideali e la stessa visione dello sport. L´iniziativa dell´album delle figurine ha proprio questo senso: conoscere e riconoscere le persone che lavorano con noi anche se non le incrociamo mai in palestra; perché tutte queste persone contribuiscono, a vari livelli e in modi differenti, a tenere vive le nostre associazioni e i valori che condividono.

Siamo alla fine di questo delirio (che danni può fare una semplice festa...); nel ringraziarvi e nell´ammirarvi per essere arrivati fino all´ultima riga, rinnovo gli auguri a tutti, vi auguro un 2012 fantastico.

Perché in definitiva, se posso considerare il Progetto Quinto VV o la Polisportiva Quinto o il Quintovolley o come vogliate chiamare tutto questo, la mia seconda casa lo devo a tutti voi e non certamente ai miei meriti.

Claudio
 
 

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